Notizie

  Prof. Flavio Maran ECS Fellow Classe 2019

 Il Prof. Flavio Maran del è stato nominato Fellow of the Electrochemical Society, status che gli
verrà conferito nel meeting autunnale di Atlanta. Questo importante riconoscimento, al di là del successo personale, dimostra come la comunità elettrochimica italiana sia di fatto un'eccellenza riconosciuta dalle più importanti comunità scientifiche straniere e contiamo che lo possa diventare sempre più anche in Italia.

https://www.electrochem.org/236/fellows

  La Divisione di Chimica Organica della Società Chimica Italiana ha conferito al dr. Luca Dell’Amico la medaglia Giacomo Ciamician 2019

La medaglia, destinata ad un ricercatore che lavori in Italia nel campo della chimica organica, che abbia meno di 40 anni e che si sia distinto per originalità e qualità della ricerca svolta sia in italia che all'estero, sarà consegnata in occasione della conferenza nazionale della divisione di organica in programma a Torino dall 8-12 Settembre.

 

http://www.cdco2019.unito.it/it/content/giovedì-12-settembre

  Prodotto in laboratorio un "filo molecolare" che si auto-assembla. È un peptide bionico che si accende e trasforma la luce in corrente

Le Scienze - Prodotto in laboratorio un "filo molecolare" che si auto-assembla. È un peptide bionico che si accende e trasforma la luce in corrente

Padova Oggi - Un "filo molecolare" che trasforma la luce in corrente: l'invenzione di una ricercatrice padovana

TG Padova - Luce diventa corrente grazie a un filo molecolare 

Voce Alta - La luce diventa corrente con 'filo molecolare' green

Galileo - Ecco un filo molecolare che genera corrente dalla luce

Il minuscolo dispositivo interamente formato da molecole biologiche auto-assemblate riesce a convertire la luce in corrente elettrica con un'efficienza maggiore di altri sistemi non biologici e dura mesi 

La nostra vita dipende in modo cruciale dai dispositivi elettronici che, a loro volta, si basano sul trasporto elettronico. In natura i processi di trasferimento di elettroni sono fondamentali e vengono realizzati con meccanismi altamente qualitativi, basti pensare agli enzimi o alla fotosintesi. Pertanto lo sviluppo di dispositivi elettronici basati esclusivamente su biomolecole è altamente auspicabile, dati gli evidenti risparmi economici e guadagni ambientali che questa rivoluzione comporterebbe.

Tuttavia le biomolecole hanno spesso poca stabilità al di fuori del loro ambiente naturale. Il DNA, ad esempio, mostra una buona conduttività solo per brevi distanze, dopo di che diventa un isolante. Le proteine, materiali molto promettenti per le applicazioni bioelettroniche, spesso sono troppo instabili al di fuori del loro ambiente biologico per essere davvero utili.

Marta De Zotti del Dipartimento di Scienze Chimiche dell'Università di Padova ed Emanuela Gatto, ricercatrice dell'Università di Tor Vergata, hanno sviluppato un minuscolo dispositivo interamente formato da molecole biologiche auto-assemblate che riesce a convertire la luce in corrente elettrica con un'efficienza maggiore di altri sistemi simili (ma "non bio") e la cui stabilità dura mesi.

L'articolo che descrive il lavoro di ingegneria biochimica, proposto da De Zotti e Gatto, è stato pubblicato dalla rivista «Angewandte Chemie International Edition» con il titolo “Building Supramolecular DNA-Inspired Nanowires on Gold Surface: from 2D to 3D”.

Cuore del sistema è la versione analoga di un peptide naturale, chiamato tricogina GA IV, sintetizzata dal fungo trichoderma logibrachiatum. Tricogina appartiene alla famiglia dei peptaibolici, peptidi naturali che possiedono strutture elicoidali ben definite, notevolmente stabili in condizioni ambientali estreme.

Questa loro particolare stabilità deriva dalla presenza, nella sequenza, di Aib (un particolare amminoacido non codificato dal nostro DNA) che è un efficace induttore di strutture elicoidali. La caratteristica che rende questo "peptide bionico" veramente interessante è la sua capacità di agire come filo elettrico, mediando efficacemente il trasferimento elettronico.

Solitamente i sistemi su superficie sono disegnati come un puzzle in 2 D: piccoli tasselli costituiti da molecole che si dispongono in maniera ordinata su una superficie, ricoprendola completamente. La novità del lavoro, invece, riguarda la possibilità di sfruttare per la costruzione di questi sistemi anche di una terza dimensione: l'altezza. In questo modo il puzzle si trasforma in una struttura 3 D, la cui altezza può essere modulata a piacere, combinando i vari mattoncini molecolari. Questo è stato possibile applicando un entusiasmante approccio bio-ispirato basato sull'associazione delle basi azotate complementari del DNA adenina e timina. In questo modo le due ricercatrici hanno dato al peptide la capacità di auto-organizzarsi su un elettrodo d'oro in fili molecolari. Con lo stesso metodo, hanno legato, tramite l'interazione tra basi azotate complementari, una porfirina in grado di trasformare la luce in corrente elettrica.

Questi fili molecolari sono stati caratterizzati da tecniche elettrochimiche e spettroscopiche e si sono dimostrati molto stabili nel tempo, conservando la loro attività per molte settimane. Sotto illuminazione, il sistema completamente formato da biomolecole si è dimostrato in grado di generare corrente con un'efficienza superiore a quella registrata in sistemi simili non "bio".

Grazie a questo lavoro di ingegneria biochimica si è fornito il primo mattone per costruire un circuito elettronico biomolecolare.

Titolo: “Building Supramolecular DNA-Inspired Nanowires on Gold Surface: from 2D to 3D” - «Angewandte Chemie International Edition» 2019

Link alla ricerca: https://doi.org/10.1002/anie.201901683

Autori: Emanuela Gatto, Sascha Kubitzky, M. Schriever, Simona Cesaroni, Claudia Mazzuca, Mariano Venanzi, and Marta De Zotti* 03 aprile 2019

 

 

  Un altro passo in avanti verso la fotosintesi artificiale

https://www.nature.com/articles/s41557-018-0172-y

https://www.youtube.com/watch?v=qtub7MlcErc#action=share

https://ilbolive.unipd.it/it/news/altro-passo-avanti-verso-fotosintesi-artificiale

 https://mediaspace.unipd.it/media/Artificial+Quantasomes/1_h56cnxbn

 

Il lavoro è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature Chemistry e pone importanti basi allo sviluppo della fotosintesi artificiale. Prima autrice di questo lavoro è Marcella Bonchio, ordinario del Dipartimento di Scienze Chimiche dell’Università di Padova e prorettrice alla ricerca scientifica.

Fino a 2 miliardi di anni fa l'atmosfera terrestre aveva una composizione completamente diversa da quella attuale, perché mancava l'ossigeno. Alcuni microrganismi azzurrognoli, i cianobatteri, evolvettero un metabolismo la cui attività di scarto risultava proprio nella produzione di molecole di ossigeno. Ebbe luogo così uno dei più grandi stravolgimenti mai avvenuti sulla faccia della Terra: la maggioranza delle specie viventi si estinse e sopravvissero solo quelle in grado di respirare l'ossigeno che oggi viene prodotto, oltre che dai cianobatteri, dalle piante verdi e dalle alghe. Ciò avviene grazie al processo di fotosintesi: tramite la mediazione della clorofilla presente nella pianta, la luce solare catturata fornisce l'energia necessaria a convertire sei molecole di anidride carbonica (CO2) e sei molecole di acqua (H2O) in una molecola di glucosio (C6H12O6), lo zucchero fondamentale per la vita della pianta. Il sottoprodotto di questa reazione sono sei molecole di ossigeno (O2), che la pianta libera nell'atmosfera.

La ricerca sulla fotosintesi artificale non mira a riprodurre fedelmente il sistema fotosintetico naturale, ma piuttosto prende spunto da questo, imitandone la strategia.

I ricercatori hanno incentrato il loro approccio sul quantasome (in italiano suonerebbe “quantosoma”) l'unità fotosintetica più piccola responsabile della conversione dei “quanti” di energia solare (un pacchetto di pochi fotoni) in energia chimica.

Due sono gli elementi più importanti dell'architettura del quantosoma. Uno è un complesso proteico, il fotosistema II, che funziona un po' come un'antenna che cattura l'energia solare. Il secondo elemento è un un catalizzatore metallico che viene unito all'antenna e agisce generando ossigeno dall’acqua.

A partire da questi mattoncini fondamentali viene costruita una architettura a più livelli, con una funzione simile a quella della foglia naturale. L’idea non è di creare una replica del perfetto sistema naturale, al contrario, viene proposto un approccio divergente, che esplora alternative artificiali disegnate con componenti robuste, versatili e regolabili, pronte per essere utilizzate su larga scala per applicazioni reali.

Sappiamo che la ricerca per i combustibili solari non è procrastinabile e che non possiamo aspettare una risposta dall'evoluzione dei sistemi biologici, sarebbe troppo lenta. Oggi più che mai è pressante la transizione verso forme di energia rinnovabile e pulita, verso un pianeta de-carbonizzato. La fotosintesi artificiale, oltre a rappresentare una sfida scientifica di per sé estremamente affascinante, potrà giocare un ruolo fondamentale nella sostenibilità dell'approvvigionamento energetico.

 “Siamo risaliti ai primi studi di Emerson and Arnold (1932) and Park and Biggins (1964) – spiega Marcella Bonchio, responsabile del laboratorio del dipartimento di Scienze chimiche dell’università di Padova dove si studia la conversione dell’energia solare a partire dall’acqua – e abbiamo capito quali sono i requisiti essenziali del sistema, da lì è partita la nostra ricerca del quantasome artificiale”.

 

Mecanismo di formazione e azione dei "quantasomes" artificiali. Video a cura di Marco Toffanin, Digital learning and multimedia office, università di Padova

il lavoro di ricerca stabilisce inoltre un nesso tra scienza del naturale e scienza dell'artificiale, tra biochimica della fotosintesi e nanoscienze. “Nel nostro primo lavoro in collaborazione (Nature Chemistry 2010), avevamo promesso di arrivare al sistema attivato dalla luce”. Maurizio Prato, esperto mondiale per la sintesi di materiali nanostrutturati di carbonio, coautore della ricerca, mette in risalto il passo avanti compiuto adesso: “abbiamo usato un semiconduttore organico robusto e versatile per costruire nuovi fotoelettrodi che lavorano con fotoni a bassa energia”.

 

E proprio il premio Nobel per la chimica 2016 Jean-Pierre Sauvage dell’ISIS di Strasburgo, ricorda che “la scissione dell’acqua è un obiettivo talmente importante da essere al centro di un lavoro intenso di ricerca in tutto il mondo. Io stesso ho lavorato sull’argomento, con lo scopo di imitare il processo naturale, e posso dire che si tratta di una sfida ardua, con problemi difficilissimi ancora irrisolti". 

E sottolinea: “Il lavoro di Bonchio, Prato e collaboratori apre una nuova prospettiva, e nuove possibilità. Il sistema supramolecolare, che si auto-organizza in forma, struttura e dimensioni, semplicemente assemblando un catalizzatore molto robusto e una antenna di sensibilizzatori ci mostra una nuova direzione per la fotosintesi artificiale”.

Una componente fondamentale del lavoro di Marcella Bonchio e colleghi è infatti il principio dell'auto-organizzazione delle componenti del quantasome, lo stesso principio che sta alla base del funzionamento delle macchine molecolari che hanno valso il premio Nobel a Sauvage, Fraser Stoddard e Feringa. Il principio di auto-organizzazione, tramite un delicato equilibrio di reazioni chimiche, giuste distanze e giuste dimensioni, permette alle componenti del quantosoma di compiere il lavoro che porta alla fotosintesi artificiale.

 “L’auto-organizzazione spontanea del sistema dai componenti isolati è affascinante – commenta Nicola Armaroli, direttore di ricerca all’istituti ISOF-CNR di Bologna, allievo ed erede della scuola di Vincenzo Balzani – si forma un’architettura multistrato che immagazzina l’energia dei fotoni. Questa è la stessa strategia utilizzata dal sistema naturale”.

Il nuovo materiale si costruisce dai suoi componenti in modo spontaneo, e può essere generalizzato per altre funzioni, non solo per fare ossigeno. Questa è la prospettiva che auspica Markus Antonietti, direttore del Max Planck Institute di Berlino: “Sono stato tra i primi a conoscere I risultati sulla scissione dell’acqua ottenuti a Padova, e sono quindi sicuro che una svolta importante ci sarà quando lo stesso sistema potrà essere applicato anche per la sintesi di altri prodotti con potenzialità di mercato”.

  ENI Award for the Young Researcher of the year 2018 - Michele De Bastiani: laurea in Scienza dei Materiali e dottorato in Scienza e Ingegneria dei Materiali al DISC

Dr. Michele De Bastiani vincitore del Premio

ENI Award for the ‘Young Researcher of the Year 2018’

 

https://www.eni.com/it_IT/innovazione/eni-award.page

 

(https://www.eni.com/docs/en_IT/enicom/media/press-release/2018/07/pr-ing-en)

Il premio verrà conferito il 22 ottobre 2018 con una cerimonia che si svolgerà al Palazzo del Quirinale in presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

 

 

  

 

 

 Curriculum del Dr. Michele de Bastiani

 

Michele De Bastiani ha  ottenuto la Laurea (2009) e la Laurea magistrale (2011) in Scienza dei Materiali all’Università degli studi di Padova con due tesi sullo svilluppo di celle solari a basso costo. Egli ha poi proseguito I suoi studi nella Scuola di Dottorato di Scienza e Ingegneria dei Materiali dell’Università degli studi di Padova (supervisore Prof. Moreno Meneghetti) in co-tutela con il Centro per la Nanoscienza e Tecnologia (CNST) dell’Istituo Italiano di Tecnonolgia (IIT), a Milano (cosupervisori Prof. Guglielmo Lanzani e Dr.ssa Annamaria Petrozza). Dopo aver conseguito il titolo di dottore di ricerca ha usufruito di una borsa post-doc presso il gruppo del Prof. Osman Bakr all’Università della Scienza e Tecnologia King Abdullah (KAUST) in Arabia Saudita. Attualmente svolge attività di ricerca post-doc presso il laboratorio del Prof. Stefan De Wolf, sempre al KAUST. Durante il periodo degli studi di dottorato e il primo anno di post-doc, Michele De Bastiani è stato autore o coautore di 20 pubblicazioni in giornali internazionali peer-reviewed, tra cui Advanced Energy Materials, Nature Photonics e Science Advances. E’ risultato vincitore del Premio Semerano della Divisione di Chimica Fisica della Società Chimica Italiana e, recentemente, del premio ENI per lo ‘Young Researcher of the year 2018”.

 

 

 

Attività del Dr. Michele De Bastiani premiata con l’ENI Award for the ‘Young Researcher of the Year 2018”

 

Le celle solari polimeriche e quelle a base di  perovskiti rappresentano due emergenti tecnologie solari, sostanzialmente diverse da quelle basate sul silicio. Le celle polimeriche sono caratterizzate generalmente da performances ridotte, compensando con flessibilità di applicazione e integrazione. Le celle a base di perovskiti brillano per la semplice realizzazione, il costo ridotto e le alte efficienze. Tuttavia, entrambe queste tecnologie mancano di stabilità se paragonate quelle a base di silicio. Diventa quindi necessario prima comprendere e poi risolvere i meccanismi di degrado, per portare queste celle oltre la dimensione del laboratorio scientifico. I nostri risultati mostrano diverse strategie che spaziano dalla chimica dei materiali all’ingegnerizzazione dei devices per aumentare la stabilità delle celle polimeriche e a base di perovskiti, verso una nuova classe di sistemi fotovoltaici.

 

 Breve commento del lavoro di dottorato da parte dei supervisori e del coordinatore del Dottorato di Scienza e Tecnologia dei Materiali e delle Nanostrutture di UNIPD

 

Il Dr De Bastiani ha sviluppato il suo lavoro di dottorato presso i laboratori del Centro di Nanoscienza e Tecnologie (CNST) dell’IIT di Milano e nei laboratori del Dipartimento di Scienze Chimiche dell’Università di Padova, con risultati scientifici di notevole rilievo nel campo delle celle fotovoltaiche polimeriche e di quelle a base di perovskiti. La collaborazione realizzata tra i gruppi coinvolti nella ricerca continua ad essere la base per nuove interessanti applicazioni nel campo della conversione dell’energia solare.

 

Prof. Guglielmo Lanzani e Dr. Annamaria Petrozza (IIT), Prof. Moreno Meneghetti (UNIPD)

 

Prof. Giovanni Mattei (coordinatore del Dottorato di Scienza e Tecnologia dei Materiali e delle Nanostrutture, UNIPD)

 

 Commento da parte del Dr Michele De Bastiani

 

Stupore, felicità e soddisfazione sono sicuramente le tre emozioni che meglio rappresentano la sensazione di vincere questo premio, che per me rappresenta il più grande riconoscimento alla carriera di un giovane ricercatore. Tuttavia penso sia doveroso ricordare che tutta la ricerca scientifica, i risultati ottenuti e i progressi effettuati, siano il risultato di un’efficiente collaborazione tra gruppi di ricerca, colleghi e amici. Vorrei quindi ringraziare tutte le persone che mi sono state vicine, che mi hanno aiutato e reso possie anche l’ottenimento di questo premio.

  Medaglia Mangini al prof. Paolo Scrimin

 

Durante il congresso nazionale della Divisione di Chimica Organica della Società Chimica Italiana, tenutosi a Milano dal 9 al 13 settembre, il prof. Paolo Scrimin ha ricevuto la Medaglia Mangini, che viene assegnata annualmente “ad uno studioso che abbia conseguito innovativi risultati di particolare interesse scientifico nell'ambito della Chimica Organica meccanicistica e teorica”. In particolare, il prof. Scrimin è stato insignito di questo riconoscimento, come recita la motivazione, “per la rilevanza, l’originalità ed il carattere innovativo delle sue ricerche volte allo studio delle proprietà e della reattività di sistemi supramolecolari auto-organizzati al fine di svolgere nuove funzioni e attivare fenomeni collettivi e cooperativi, e per il prestigio internazionale che i suoi studi hanno dato e continueranno a dare alla Chimica Fisica Organica italiana.

 

 

http://www.cdco2018.it/scienza.html 

  Jaroslav Heyrovsky Prize for Molecular Electrochemistry - Prof. Flavio Maran


Professor Flavio Maran, who leads the Molecular Electrochemistry and Nanosystem Group, is the new winner of the Manuel M. Baizer Award, awarded by the Electrochemical Society (ECS), which is the largest electrochemical society. The Baizer Award (Manuel Baizer was a great chemist and foremost internationally recognized authority in organic electrosynthesis) was established in 1992 to recognize individuals for their outstanding scientific achievements in the electrochemistry of organics and organometallic compounds, carbon-based polymers and biomass, whether fundamental or applied, and including but not limited to synthesis, mechanistic studies, engineering of processes, electrocatalysis, devices such as sensors, pollution control, and separation/recovery. Prof. Maran will give his Award Lecture in May 2018, at the 233rd ECS Meeting in Seattle, Washington.

 In 2014, Prof. Maran was selected as the first winner of the Jaroslav Heyrovsky Prize for Molecular Electrochemistry (Heyrovsky was awarded the 1959 Nobel Prize in Chemistry for his discovery and development of the polarographic methods of analysis), awarded by the International Society of Electrochemistry (ISE), the second major international electrochemical society.

 Prof. Maran is the only electrochemist in the world that has won the two most prestigious ECS and ISE awards in molecular and organic electrochemistry.  

 

Organic and Biological Electrochemistry Division Manuel M. Baizer Award

http://www.electrochem.org/baizer-award

 Jaroslav Heyrovsky Prize for Molecular Electrochemistry

http://www.ise-online.org/awards/heyrovsky.php

 http://www.padovaoggi.it/cronaca/flavio-maran-universita-padova-premio-baizer-award-2018.html

http://chemistry.uconn.edu/about/news/

http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/anie.201712406/full

  Michele Andolfo laureato in Chimica Industriale a Padova è Coordinatore del progetto europeo BioMotive

Lo ha scritto un ex-studente di Chimica Industriale del Dipartimento di Scienze Chimiche il primo grande progetto europeo coordinato da un'azienda polacca nel mondo della biobased economy. Progetto che ha attirato, in Polonia ed a livello europeo, grandissima attenzione sul chimico padovano, con inviti a raccontare questa storia di successo ad esempio presso l'Ambasciata Polacca a Bruxelles o a Varsavia in diversi workshop.
Il coordinatore di questo ampio consorzio europeo, che coinvolge 16 aziende da 8 nazioni differenti, e che la Commissione Europea ha premiato con ben 15  milioni di euro, è Michele Andolfo, laureatosi in Chimica Industriale nel 2005 all'Università di Padova. Specializzato nella sintesi di materiali polimerici, dal 2005 lavora nel mondo dell'industria del poliuretano, realizzando una grande varietà di formulazioni, schiume flessibili, integrali, viscoelastiche e a spruzzo, sintesi di prepolimeri per schiume bi- e monocomponenti.
Nel 2013 si trasferisce in Polonia, a Wrocław, dove lo assume un'azienda chimica polacca (Selena), e dove coordina un gruppo di ricerca e sviluppo per realizzare nuovi prodotti innovativi a base poliuretanica da utilizzare nel mondo delle costruzioni.
Nel 2016 costruisce un consorzio di aziende attorno a un progetto per lo sviluppo di poliuretani Biobased, intitolato BIOmotive e finanziato nell’ambito del Programma Quadro Horizon2020.
Una curiosità: durante il periodo di tesi (2005) si era cimentato nella sintesi di complessi di rame e acidi del tiofene realizzando metodi di sintesi innovativi, ma mentre stava lavorando a questi composti usciva un articolo che trattava di sintesi simili, pubblicato guarda caso dal Dipartimento di Chimica di Wrocław, città dove 8 anni dopo sarebbe andato a vivere.

Link:
Progetto http://cordis.europa.eu/project/rcn/210578_en.html  e https://www.bbi-europe.eu/projects/biomotive

  Importante contributo del DISC allo sviluppo di una nuova terapia antitumorale

Unipd ilBo - Tumori: scoperto un killer solo per le cellule malate

Il Gazzettino.it - Padova Nuove terapie anti tumori: ecco il killer che uccide solo le cellule malate

Andkronos - Tumori, creata molecola 'killer': uccide solo le cellule malate 

PadovaOggi - Verso una nuova terapia anti-tumorale, arriva il "killer" che uccide solo le cellule malate

Affaritaliani.it - TUMORI: ARRIVA IL KILLER CHE UCCIDE SOLO LE CELLULE MALATE

Libero quotidiano.it -Tumori: arriva il killer che uccide solo le cellule malate (3)

 

Metronews.it -Tumori: arriva il killer che uccide solo le cellule malate (2)

Tgcom24.mediaset.it - Tumori, sintetizzata in Italia una molecola che uccide le cellule malate

Il giornale.it - Padova, scoperta la molecola killer che uccide i tumori

  ELECTROCRYSTALLIZATION: BREAKTHROUGH IN GOLD NANOPARTICLE RESEARCH

Italo-finnish research team discovers how to prepare high-quality crystals formed of gold nanoparticles

A research team led by Professor Flavio Maran of the University of Padova (Italy) and Academy Professor Kari Rissanen of the University of Jyväskylä (Finland) has published in the prestigious Journal of the American Chemical Society a research study that demonstrates how it is possible to obtain very high quality crystals formed of gold nanoparticles.  

DOI: 10.1021/jacs.7b00568

Press release University of Padua

AlphaGalileo University of Jyväskylä (Finland)

IN PRESS DiSC University of Padua

Ecco la più piccola collana del mondo

(mar, 21 mar 2017 - RSS di Veneto - ANSA.it - Pag. )

Creata più piccola collana al mondo

(mar, 21 mar 2017 - Corriere della sera - Ultim'ora - Pag. )

Elettrocristallizzazione, la ricerca: nasce in laboratorio la più piccola collana di perle d'oro

(mar, 21 mar 2017 - PadovaOggi - Pag. )

Creata a Padova la più piccola collana d'oro al mondo

(mar, 21 mar 2017 - Mattino Padova - Pag. )

Nano-collana: è "grande" un miliardesimo di metro

(mer, 22 mar 2017 - GAZZETTINO PADOVA - Pag. 1-9)

Creata a Padova la più piccola collana d'oro al mondo

(mer, 22 mar 2017 - MATTINO DI PADOVA - Pag. 15)

La collana di perle d'oro più piccola nasce nei laboratori dell'università

(mar, 21 mar 2017 - Corriere del Veneto.it - Padova - Pag. )

Ecco la più piccola collana del mondo

(mar, 21 mar 2017 - Il Giornale di Vicenza.it - Real Vicenza - Pag. )

La collana di perle d'oro più piccola al mondo nasce all'università

(mar, 21 mar 2017 - Gazzettino (tutte le cronache Nord Est) - Pag. )

Ricerca: creata in laboratorio la più piccola collana di perle d'oro al mondo

(mer, 22 mar 2017 - METEOWEB.EU - Pag. )

Ecco la collana di perle più piccola al mondo

(mer, 22 mar 2017 - TGPADOVA.IT - Pag. )

Electrocrystallization: Breakthrough in gold nanoparticle research

(mer, 22 mar 2017 - SCIENCEDAILY.COM - Pag. )

Electrocrystallization-breakthrough in gold nanopart

(mer, 22 mar 2017 - PHYS.ORG - Pag. )

Electrocrystallization: Breakthrough in Gold Nanoparticle Research

(mer, 22 mar 2017 - ALPHAGALILEO.ORG - Pag. )

Electrocrystallization: Breakthrough in gold nanoparticle research

(mer, 22 mar 2017 - NANOWERK.COM - Pag. )

Rai 3 - TGR Veneto di mar, 21 mar 2017 ore 19:30

La collana di perle più piccola del mondo

  Partecipazione a "Tempo & Denaro" RAI 1

Il prof. Saverio Santi parteciperà alla puntata del 12 dicembre 2016 della trasmissione "Tempo & Denaro"  che avrà come argomento, tra gli altri, "spumante e champagne".  Il prof. Santi parlerà di colloidi e della dinamica delle bolle dalla nascita al collasso, riferendosi anche alla ricerca del fisico francese Gérard Ligier Belair, dell'Università di Reims Champagne-Ardenne.

Il prof. Valerio Causin parteciperà alla puntata del 20 dicembre 2016 della trasmissione "Tempo & Denaro"  che avrà come argomento, tra gli altri, "materiali per teglie e pirofile". Il prof. Causin darà al pubblico alcune informazioni sulle differenze tra i vari materiali e sulla loro salubrità.

  PFAs in Veneto: da sostanze emergenti ad emergenza ambientale

Martedì 7 giugno 2016, presso l'aula A "Nasini", ore 14.30,  al dibattito scientifico “PFAs in Veneto: da sostanze emergenti ad emergenza ambientale” alcuni rappresentanti degli Enti istituzionali che stanno collaborando allo studio sui PFAs illustreranno le misure di valutazione e gestione del rischio messe in atto in seguito alle prime segnalazioni di contaminazione.

L'aula contiene 150 posti. Prenotazione possibile dalle ore 13.00 del 31/05/2016 all'indirizzo:

http://www.chimica.unipd.it/amm-online/prenotazione

 

  L’IDROGENO SOTTO IL TAPPETO su «ACS NANO» uno studio al quale dei chimici padovani hanno contribuito

Un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Scienze Chimiche dell’Università di Padova ha contribuito a svolgere un esperimento pilota in cui viene avvalorata una nuova modalità di preparazione dell’idrogeno a partire da acqua, ed il suo simultaneo stoccaggio al di sotto di un singolo strato di atomi di carbonio, il famoso grafene, che ricopre un cristallo di nichel come una “tappeto” di spessore atomico, dal quale, per successivo blando riscaldamento, è possibile recuperare l’idrogeno. 

 

Link al sito della Repubblica http://www.repubblica.it/scienze/2016/05/12/news/igrogeno_grafene_energia-139649208/

  ECCO COME LE MOLECOLE SI ORGANIZZANO IN CELLULE Su «Nature Chemistry» lo studio dei chimici padovani

Un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Scienze Chimiche dell’Università di Padova ha scoperto un modo del tutto nuovo in cui le molecole possono organizzarsi spontaneamente in strutture di grandi dimensioni.

https://vimeo.com/163924563  (Skillmedia)

Questo processo di auto-organizzazione è frequentemente utilizzato in natura, sia nella formazione di strutture complesse, come le cellule, che nella regolazione di importanti processi biologici, come la divisione cellulare. 

http://www.unipd.it/comunicati

  Competizione OneStart Europe

Chiara Nardon, Nicolò Pettenuzzo e Leonardo Brustolin del gruppo della Prof.ssa Dolores Fregona sono tra i 10 finalisti della competizione OneStart Europe.
Dopo essere stati scelti come semifinalisti (40 su 750 partecipanti giovani fino ai 35 anni) sono andati a Londra per esporre la loro tecnologia ed in seguito hanno lavorato per due mesi con l’aiuto di due mentori stranieri, esperti in campo industriale, per presentare un’immagine credibile di una nuova azienda (ITAM Pharma) che dovrebbe nascere per portare avanti le ricerche del gruppo in campo oncologico

  Premio MANAGER ANCH'IO

Il Dr Francesco De Bon, iscritto al XXXI ciclo del corso di Dottorato in Scienze Molecolari, è uno dei tre vincitori della IV Edizione del premio  MANAGER ANCH'IO, la sezione de "Le Giornate di Galileo" dedicata agli  studenti delle Università del Veneto per lo sviluppo di idee innovative  e di miglioramento delle imprese. Il titolo del progetto del Dr. De Bon è "Green Chemistry for electrochemically mediated atom transfer-radicalpolymerization" .

  1° premio triennale “Hic labor”

1° premio triennale “Hic labor” 2014 per la categoria “Materie Scientifiche e Tecniche” che l’Accademia Olimpica di Vicenza ha conferito a Chiara Nardon per la sua tesi di dottorato il 22 settembre 2015.

  Articolo del Corriere del Veneto sulla premiazione dell’MIT

 Premiati al Bo, il 21 aprile scorso, i migliori innovatori italiani  under 35 

dal presidente dell’MIT Technological Review, Prof. Romano  Prodi.
Tra i vincitori c’è anche Vincenzo Amendola per le sue ricerche sui nuovi nanomateriali per la nanomedicina.

  Nicola Sani - C’è tanto spazio là in fondo - SaMPL

C’è tanto spazio là in fondo

per contrabbasso ed elettronica

musica di Nicola Sani

video di David Ryan

Daniele Roccato contrabbasso

Luca Richelli live electronics e motion capture

Alvise Vidolin regia del suono 

Questo lavoro fa parte dell'opera di Nicola Sani Chemical free (?) - Un viaggio nel microcosmo della materia prodotto a Padova dal Living lab SaMPL del Conservatorio "C. Pollini" in collaborazione con il Centro d'Arte degli studenti dell'Università, il Dipartimento di Scienze Chimiche, il Dipartimento di Ingegneria dell'Informazione - Centro di Sonologia Computazionale, il Cmela - Centro Multimediale eLearning di Ateneo. Abbiamo il piacere di segnalarne la messa in onda il giorno martedì 17 febbraio 2015, ore 23:30 sul canale Classica HD (Sky 138). Seguono repliche nei giorni successivi in base al seguente calendario relativo a febbraio 2015:

- mer 18 feb        18:30

- gio 19 feb          12:30

- ven 20 feb         10:30

- dom 22 feb        18:00

- lun 23 feb          01:30

  Avvio del progetto GRAFUS

 

Il progetto GRAFUS (Graphene and related materials as supports for innovative metal carbon nitride electrocatalysts for anion exchange membrane fuel cells) entra a far parte ufficialmente della GRAPHENE Flagship, nell'ambito del Work Package 9, "Applicazioni per l'Energia", consentendo l'introduzione dell'Università di Padova nel Consorzio. Il Prof. Vito Di Noto, Principal Investigator del progetto, presenterà ufficialmente GRAFUS al Consorzio della Grafene Flagship in un incontro che si terrà a Dresda, Germania, il 21 ed il 22 Ottobre 2014. La riunione iniziale del progetto GRAFUS si terrà quindi a Monaco, Germania, il 24 Ottobre 2014.

  Basic Energy Building, Conference room - il primo workshop bilaterale Italia-Cina avente come argomento il Grafene

 

Nei giorni 20 e 21 settembre 2014 si svolgerà presso il Dalian Institute of Chemical Physics (Basic Energy Building, Conference room) il primo workshop bilaterale Italia-Cina avente come argomento il Grafene.

In questa occasione, 13 esperti italiani incontreranno 13 colleghi cinesi per discutere gli aspetti più innovativi relativi alla scienza e tecnologia del Grafene. Organizzatori del workshop sono il prof. Gaetano Granozzi (Università di Padova) ed il prof. Xinhe Bao (Dalian University). Parteciperà l’addetto culturale all’Ambasciata Italiana di Pechino, prof. Plinio Innocenzi, anche lui esperto dell’argomento e promotore dell’iniziativa.

Tale evento non solo sarà l’occasione per discutere dei prossimi scenari scientifici e tecnologici del campo, ma esplorerà anche le possibili sinergie tra Italia e Cina in un campo che si caratterizza per uno sviluppo impetuoso e altamente competitivo.

  The Organic Chemistry Division of the Italian Chemical Society has awarded the 2014

 

The Organic Chemistry Division of the Italian Chemical Society has awarded the 2014 award for research in Organic Chemistry in its aspects of structure determination and molecular interactions to Prof. Fabrizio Mancin. The award recognizes his important contributions in the field of supramolecular chemistry particularly for the study of weak interactions
between molecules and the development of a new  NMR techniques for the determination of the composition of the organic monolayer that passivate the surface of gold nanoparticles and for the selective recognition of analytes. Congratulations to Prof. Mancin! 

  ISE PRIZE WINNER: prof. Flavio Maran

Flavio Maran has been selected as the first winner of the Jaroslav Heyrovsky Prize for Molecular Electrochemistry, in recognition of his research activity in molecular electrochemistry. The announcement of the prize will be made officially at the 2014 Annual ISE Meeting in Lausanne, Switzerland, as well as in the ISE website. The Society will present the Jaroslav Heyrovsky Prize for Molecular Electrochemistry publicly at the 2015 Annual Meeting in Taipei, where Prof. Maran will deliver an award lecture to illustrate the main achievements of his work.

Congratulations to prof. Maran for this achievement!

  Graphene Flagship Project: Progetto GRAFUS - prof. Vito di Noto

L’Università di Padova entra nel Graphene Flagship Project grazie al progetto GRAFUS, proposto dal Prof. Vito Di Noto, team leader del gruppo CheMaMSE – “Chemistry of Materials for the Metamorphosis and the Storage of Energy” del Dipartimento di Scienze Chimiche (DiSC).

 

L’Università di Padova fa ora parte del consorzio del Graphene Flagship Project, una delle più grandi iniziative di ricerca europee, risultando vincitrice dell’ultimo “Competitive Call”, i cui risultati sono stati annunciati lo scorso 23 giugno (si veda la sezione web italiana del progetto, che riporta la notizia al link: http://europa.eu/rapid/press-release_IP-14-707_it.htm). Il Graphene Flagship rappresenta un investimento europeo di un miliardo di euro per 10 anni, e rientra nel programma “Future and Emerging Technologies” (FET) finanziato dalla Commissione Europea. Il Graphene Flagship ha come obiettivo lo studio del grafene e lo sviluppo di tecnologie mirate a sfruttarne le potenzialità in un ampio spettro di applicazioni quali l’energia, la medicina, e l’elettronica, al fine di ottenere importanti ricadute sul tessuto sociale ed economico dell’intera Europa.
 Gruppo CheMaMSE

  Hanno parlato e scritto di GRAFUS:

http://www.cnr.it/cnr/news/CnrNews?IDn=2973

http://www.europarlamento24.eu/grafene-italia-in-prima-fila/0,1254,106_ART_17771,00.html

http://www.greenbiz.it/green-management/economia-a-finanza/bandi-finanziamenti/10983-grafene-progetto-europeo-graphene-flagship

http://www.iit.it/it/notizie-a-eventi/notizie/2014-news/2481-the-graphene-flagship-doubles-italy-in-the-forefront-of-european-participation-in-the-initiative-that-will-revolutionize-the-materials-of-the-future.html

http://www.polimerica.it/index.php?option=com_content&view=article&id=13617:il-grafene-suscita-interesse&catid=10:universit%C3%A0%20e%20ricerca&Itemid=71

http://www.asca.it/innovazione-tecnologica-scientifica/internoCopertina-ITS-Tecnologia__Grafene__Ue_annuncia_nuovi_partner_consorzio__Italia_leader-1398623-.html

http://www.ediliziaeterritorio.ilsole24ore.com/art/materiali-e-tecnologia/2014-06-25/materiali-italia-leader-grafene-154103.php?uuid=AbyMXywJ&

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-06-23/italia-leader-la-partecipazione-progetto-ricerca-ue-grafene--153124.shtml?uuid=ABBtv4TB

http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Economia/raddoppia-progetto-grafene-Italia-fila-Cnr-IIT/23-06-2014/1-A_013143926.shtml

http://europa.eu/rapid/press-release_IP-14-707_it.htm

http://padovanews.it/news/scienza-e-tecnologia/276076-il-progetto-flagship-grafene-raddoppia-litalia-in-prima-fila.html

http://www.asca.it/news-Tecnologia__Grafene__Ue_annuncia_nuovi_partner_consorzio__Italia_leader-1398623-ATT.html

http://finanza.it.msn.com/dow-jones/ue-raddoppia-progetto-grafene-italia-in-prima-fila-con-cnr-e-iit

http://www.gazzettadisalerno.it/2014/06/26/graphene-flagship-project-luniversita-salerno-aderisce-ad-dei-importanti-progetti-ricerca-europei/

http://www.government-world.com/commission-announces-huge-new-influx-of-partners-to-the-graphene-flagship-project/

http://graphene-flagship.eu/wp-content/uploads/2014/06/Graphene-Flagship_Consortium+New-Partners11.pdf

http://graphene-flagship.eu/wp-content/uploads/2014/06/List-of-communication-contacts-of-Graphene-Flagship_consortium+new-partners.pdf